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I pizzi e merletti di Nella a Martina Franca

Ero in giro con mia nipote Fiorella a cercare un regalo per il compleanno di mamma… E naturalmente non volevo accontentarmi del solito pensiero standardizzato…nel senso del solito oggetto uguale a mille altri magari di qualche casa di moda o industria di massa. Anche nei regali ormai cerco il particolare, qualcosa che trasmetta un valore intrinseco. che racconti una storia…

E poi vorrei dare una mano ai vari artigiani che in questo momento di pandemia stanno soffrendo un pò…

Improvvisamente mi sono ricordata di Nella, e dei pizzi e merletti fatti con le proprie mani.

La Bottega di Nella, è in Piazza Roma a Martina Franca, nel cuore del paese, ed è una piccola realtà dove Nella da 21 anni produce e vende centrotavola in pizzo, accessori con merletto, ricami su tovaglie, tende e tessuti…

Nella riceve ordinazioni anche dall’estero….i vari turisti che si affacciano alla bottega, infatti, tengono caro il numero di Nella e durante l’anno si fanno spedire le creazioni fatte su ordinazione…

A mia madre ho comprato degli orecchini con Cammeo al centro proveniente da artigiani di Torre del Greco in provincia di Napoli. Non sto a raccontare quanto le siano piaciuti (e quanto sia stata entusiasta Fiorella!!).

Il bello degli accessori artigianali poi, è che sicuramente sono unici nel proprio genere (perchè fatti a mano!)

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Quale è la tua icona di stile?

Uno dei segreti per avere outfit sempre nuovi non è avere tanti capi o accessori nell’armadio, ma ispirarsi!! Le immagini che vediamo, la TV, i personaggi famosi, le riviste di moda, i brand che seguiamo sui social, i film, eccetera eccetera…possono influenzare anche il nostro modo di vestire…

E non è un male, anzi!!

Chi di noi non ha imitato Audrey Hepburn con un tubino nero?O Sandy di Grease con una gonna lunga e ampia? O Julia Roberts in Pretty Woman con un abito a pois?

Se ispirarsi ad un personaggio noto può aiutare a definire meglio il nostro stile… avere più esempi può aiutarci a comporre outfit sempre nuovi con i capi che abbiamo in casa… creando sempre nuovi abbinamenti!

Non mi resta che chiedervi: quale è la vostra icona di stile?

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E se per Natale regalassi una consulenza di stile?

Mi è capitato spesso di accompagnare fidanzate, mamme, figlie o future spose a fare shopping, perché qualcuno aveva pensato di regalar loro qualche ora di Personal Shopping.

In realtà si tratta di supporto nello shopping accompagnato da una consulenza di stile: cosa si indossa in genere?per quali occasioni?quali sono i punti deboli del proprio fisico?e i punti forti?cosa piacerebbe cambiare del proprio look?

Spesso chi regala vorrebbe “coccolare” la persona cara facendola sentire una principessa per qualche ora e scoprendola magari diversa con un look nuovo. Al pacchetto regalo, infatti, si accompagna magari una somma destinata all’acquisto vero e proprio di indumenti e accessori.

Poi si può decidere di accompagnare la consulenza ad un momento di relax in un centro benessere o parrucchiere che sia.

Il pacchetto lo costruiamo insieme!! Intanto contattami se hai bisogno di maggiori informazioni!

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La mia intervista come Personal Shopper al programma Live Social di Radio Roma Capitale

Per chi la avesse persa (e per chi si chiede cosa sia un Personal Shopper), propongo oggi la mia intervista al programma Live Social di Radio Roma Capitale.

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Il bracciale Tennis di Fichera Preziosi

Si chiama “Tennis” perché lo indossava sempre la tennista Chris Evert, al punto da interrompere un match per cercarlo in un momento in cui la aveva perduto sul campo. Ovviamente l’accaduto finì su tutti i giornali!!

Si tratta di un filo di diamanti la cui chiusura va a scomparsa in modo da non far vedere l’interruzione delle pietre.

Ho avuto il piacere di indossarne uno creato da Fichera Preziosi, gioielleria storica di Motta Sant’Anastatsia in provincia di Catania, che ho conosciuto durante il lockdowon quando dal divano di casa scoprivo e cercavo realtà Made in Italy.

Fichera crea gioielli da più di quarant’anni che spedisce anche in tutta Italia in maniera gratuita e senza limiti di spesa. Direi che possiamo tenere presente questa realtà invece che acquistare su Amazon no?

Il bracciale ora è sempre con me, come faceva la tennista Evert, perchè come dicono quelli di Fichera “Tutti possono avere un gioiello, pochi sapranno indossarlo“!

Sito web: http://www.ficherapreziosi.com

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“Ho il numero 42 e non trovo scarpe!”

“Dai sempre bei consigli, ma io ho il 42 e sono costretta a comprare sui siti di Ecommerce comuni”… Me lo ha scritto Alessandra ieri dopo il mio ennesimo post su scarpe Made in Italy, di brand di nicchia, acquistabili sul loro sito stesso… Ma non c’è il 42!! E non è la prima Alessandra a segnalarmi il problema…giorni fa anche Stefania cercava scarpe dal 40 in su e aveva difficoltà…. e poi mi sono ricordata Adele che ha comunque un piede lungo…. “Oramai siamo in tante dice Alessandra” … E ha ragione… perché le nuove generazioni sono sempre più alte e hanno piedi sempre più lunghi… Il famoso campionario del 37 forse è da rivedere… o comunque occorre pensare anche alle più “dotate”… Mi piacerebbe quindi essere utile anche a lanciare un messaggio o un suggerimento a calzolai, calzaturifici e artigiani di scarpe Made in Italy… pensiamo anche ai numeri dal 40 in su (che magari è una nicchia non ancora troppo inflazionata 😉 ).

In ogni caso se ci sono suggerimenti su brand italiani che hanno anche queste misure sono a disposizione nel segnalarli!!

Buon weekend a tutti!

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Idee regalo Made in Italy per la festa della mamma

Che siate vicini o lontani non importa….La mamma va festeggiata! Anche solo perché ci ha messo al mondo… Quindi mi permetto di dare qualche suggerimento per regali Italiani…fatti in Italia e che magari aiutano anche artigiani e brand che in questo momento non se la passano alla grande…

La categoria più blasonata credo siano i gioielli…orecchini, collane e bracciali magari fatti a mano…

In alto a sinistra degli orecchini di Bodyfurnitures, il brand di Bolzano di gioielli fatti a mano in cartapesta mista a metallo e oro (www.bodyfurnitures.com) e il bracciale di Recycle, il brand del Salento che produce gioielli con materiali di riciclo (www.recyclecreations.it) .

Poi ci sono capi e accessori decorati a mano:

In alto a sinistra la borsa di Alfieri Maioliche, della mia Martina Franca e le TShirt di Iaia b (li trovate sui social!).

Un pareo per il mare di Sartorie Marinare (www.sartoriemarinare.it) o una borsa decorata a mano di Ciao Made in Italy.

Infine l’accessorio del momento, la mascherina! In basso quelle coordinate di Federica De Santis Design (www.federicadesantis.design) a Ladispoli.

Sui miei profili social ci sono innumerevoli idee e esempi di brand Made in Italy che consegnano a domicilio.

E se serve un consiglio sono qui 😉

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Tolfa – il borgo della borsa in cuoio

Fosse un 1° Maggio “normale” suggerirei vivamente di trascorrerlo a Tolfa.. un borgo a circa 50KM a nord di Roma famoso per la presenza di numerosi artigiani pellettieri.

Ci sono stata circa un anno fa con i miei cugini…da Ladispoli, dove vive la mia famiglia paterna, sono davvero pochi kilometri. Dicono di avermi portata là varie volte da piccola ma ovviamente vedere le cose con gli occhi da adulto ha un altro sapore.

Ebbene dopo un pranzo Da Serafino, piccola trattoria alle porte di Tolfa, dove però si mangia in maniera genuina (ossia come quando nonna preparava il pranzo per intenderci)…abbiamo fatto una passeggiata lungo il corso dove una dietro l’altra son ubicate varie botteghe che producono e lavorano borse in cuoio locale.

La borsa di Tolfa per eccellenza è quella Catana, ossia quella a tracolla con fibbia di metallo in centro che mercanti e cavalieri indossavano nelle antichità ma poi è tornata in voga anche negli anni ’70 con i figli dei fiori e aspiranti tali.

Nelle botteghe poi di prodotti in cuoio ce ne sono tanti, da cinte a portachiavi a borsoni e zaini. E in ogni caso poi di varianti sul tema Catana ce ne sono tante… A proposito si chiama così perchè dentro ci si infilava la catana per l’appunto (l’arma).

Dopo aver ovviamente acquistato una borsa per me (varante secchiello rossa), siamo saliti sulla famosa rocca di Tolfa, da dove è possibile ammirare il paesaggio.

Ci è piaciuta talmente tanto che siamo poi tornati qualche giorno dopo mangiando stavolta al Tramontana, ristorante sulla strada.

Che dire, forse una passeggiata in solitaria in questo borgo si potrà fare anche in Fase 2 della pandemia…almeno a respirare e godere di bei posti!

 

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Missoni – La fabbrica nel bosco di Sumirago (Varese)

“A che serve guadagnare tanti soldi se poi non abbiamo il tempo di spenderli?” diceva Tai Missoni a sua moglie Rosita quando magari arrivavano proposte di collaborazione o opportunità di espansione…e mentre a Rosita brillavano gli occhi… Thai, suo marito, preferiva una dimensione più ristretta ma che gli permettesse anche una buona qualità della vita…. E’ questo anche il motivo per cui la azienda ha sede in un bosco, a Sumirago, e non a Milano come i grandi brand di moda… “Già mi tocca lavorare, almeno fatemelo fare dove posso passare il weekend” diceva sempre Thai..

Il brand nasce nel 1953 a Sumirago, appunto, e tutti lo conosciamo per i colori e disegni…talmente originari e a volte provocatori che una volta in una vetrina de La Rinascente addosso a manichini bendate un passante disse “menomale che sono bendati….se si vedessero!!”

Famiglia Missoni

Thai oggi non c’è più… e nemmeno suo figlio Vittorio…presidente del CDA è Angela Missoni, e nell’azienda lavora anche sua figlia Margherita che dopo vari studi in giro per il mondo ha sentito il bisogno di tornare a Sumirago.

La fabbrica ha dato tanto alla provincia di Varese, che fino alla nascita del brand dava lavoro sopratutto agli uomini perché piena di aziende meccaniche, ma le donne non avevano spazio…

Oggi l’azienda è detenuta al 48% dal Fondo Strategico italiano, di Cassa Depositi e Prestiti…ossia l’Italia si è impegnata a dare risorse ad un brand di moda Made in Italy forse perchè lo ritiene patrimonio del Paese. E patrimonio italiano sono tutte le aziende di moda più o meno famose che nascono e crescono in Italia grazie alla nostra creatività e le nostre abilità artigiane. Quindi tutti possiamo supportarle comprando e difendendo il Made in Italy…

 

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Giorgio Armani – storia dello stilista protagonista dell’emergenza Covid19

Sarà il miliardesimo articolo su Re Giorgio il mio, eppure credo che non tutti ancora conoscono quanto davvero questo artista imprenditore ami la sua Italia e quanto sia umile e ancora un gran lavoratore a 80 anni suonati .

Io l’ho visto da molto vicino qualche anno fa a Pantelleria, dove si è costituito una mega villa e dove ogni giorno esce in gommone con amici e collaboratori. Poi scende da quel gommone e va a salutare le persone del posto, e io l’ho beccato proprio mentre ero sdraiata su quegli scogli.

Pochi sanno che Re Giorgio la sua carriera l’ha iniziata a 40 anni, dopo aver lasciato gli studi in medicina e dopo aver lavorato come vetrinista alla Rinascente. Poi Cerruti gli chiese di collaborare nella sua azienda, di provare a disegnare una giacca…. e di lì a poco Giorgio vendette la sua Volkswagen per fondare la propria società.

Ad Armani la moda italiana deve due creazioni importanti: la giacca destrutturata, ossia più semplice e con spalline minime e il “greige”, ossia un nuovo colore a metà strada tra il grigio e il beige.

Giacca destrutturata

A lezione durante il Master in Luxury Management il CEO di L’oreal Luxe ci disse che Armani lo chiamava spesso per sapere come andasse la sua linea beauty. E viene facile dire “ma come, tu in fondo fai abiti, il beauty è collaterale, chiami pure L’Oreal?”

E ancora, ha fatto il giro dei social la foto che lo ritrae mentre da solo sistema la propria vetrina in via Montenapoleone, e uno pensa “ma perchè non lo fai fare ai tuoi dipendenti”?

Armani sistema vetrina via montenapoleone

Re Giorgio è stato il primo a chiudere le sfilate quando il virus era alle porta dell’Italia e molti di noi se ne stavano beatamente a sciare. Armani ha donato 2 milioni di euro agli ospedali, Armani poi si è messo a produrre camici per il personale sanitario.

Non racconto questa storia tanto per parlare di “Armani” sul mio sito di Moda. Ma perchè credo che tutto questo insegni che l’umiltà e il lavoro sodo portano lontano. Che anche se una camicia di Armani costa un pò, vale molto di più di 20 magliette di Fast Fashion perchè italiana, dà lavoro a molti nostri compaesani ma soprattutto contribuisce al nostro Paese anche quando siamo in difficoltà. mi vengono in mente le parole della mia amica Elena qualche giorno fa: “quando finisce tutto comprerò qualcosa di Armani anche solo per dire Grazie”

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Regole di stile per un compleanno a casa

Mi permetto di dare qualche suggerimento per un compleanno social, ossia un compleanno da festeggiare tra le mura di casa, magari perché in quarantena o magari perchè costretti causa Coronavirus, ma alcune semplici regole potranno essere utili credo anche quando saremo liberi di festeggiare.

Ho festeggiato da poco il mio 38esimo in completa solitudine, e mi sono fatta un’idea di alcuni accorgimenti.

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Regola n°1: anche se a casa, vestiamoci! Facciamoci i capelli o la barba! Trucchiamoci!E’ il nostro compleanno e dobbiamo sentirci festeggiati, quindi apriamo l’armadio e rimettiamoci in sesto!E poi sennò che figura ci facciamo nelle videochiamate o nelle foto?

Regola n°2: brindiamo! Anche se via social…è sempre il nostro compleanno!!

Regola n°3: no alle candeline a forma di numero! Quelle vanno bene per i bambini ma non è carino mostrare a tutti l’età…meglio che provino a contare le candeline…che poi via video diventa pure complicato!

Regola n°4: agli auguri social, bello rispondere “grazie” uno per uno…anche se con calma, anche se il giorno dopo…credo sia carino dedicare un minuto a chi quel minuto lo ha perso per farci gli auguri!!Quindi no al “Grazie” generale.

Regola n°5: facciamoci un regalo! Che sia un acquisto online (magari italiano) o cucinarci quello che più ci piace…. L’importante è quel giorno è coccolarsi!

Buon compleanno!

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De Santis – la storia della moda da Pontecagnano Faiano (Salerno)

L’emergenza Covid19 mi ha imposto di continuare a conoscere gli artigiani e i brand della moda Made in Italy “restando a casa”. Quindi attraverso i social faccio una sorta di viaggio virtuale per l’Italia per scoprire e raccontare della moda di casa nostra. Valentino De Santis l’ho conosciuto così, su Instagram, mi ha colpita il fatto che fosse inspirato dalla musica, dal Rock. A tutti nella vita capita di avere più di un amore…c’è quello che appare il principale, ma che non vive senza l’altro, quello più nascosto.

Valentino ha quindi lanciato il proprio brand inspirato alla musica a Pontecagnano Faiano in provincia di Salerno. Le sue creazioni sono anche addosso a uno dei rocker più in vista che abbiamo in Italia ossia Ringo:

Valentino ha alle spalle una famiglia che ha fatto molto la storia della moda italiana, ma quella moda del sud, del mio sud, quella moda per la quale lavorano i nostri zii, genitori, cugini. De Santis Atelier è nato nel 1980 a Pontecagnano Faiano in provincia di Salerno, ad opera di Aniello De Santis, papà di Valentino, e oggi gestita da Valentino assieme ai suoi fratelli, Giuseppe e Carmine. De Santis Atelier è un punto di riferimento per il proprio territorio ma non solo. Per la produzione, la qualità e la ricerca innovativa.

Oggi De Santis ha un atelier anche a Milano e collabora con brand come Martin Alvarez:

Onorata di indossare le mascherine di Valentino De Santis e di Atelier De Santis:

Riporto di seguito i riferimenti:

Valentino De Santis:

FB: Valentino De Santis –  Instagram: valentino_de_santis

Atelier De Santis:

FB: De Santis – web: http://www.desantis.it

Che belle le storie e le famiglie italiane!