“Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire.”

La scelta di “resistere” ai tedeschi fu anche “per le nostre officine”… quanti di noi oggi sceglierebbero lo sciopero generale in onore di un ideale di libertà?Quanti lo farebbero per un futuro migliore dei propri figli o delle proprie aziende? Non sono particolarmente attenta alla storia né alla politica (infatti scrivo di moda) ma leggendo queste parole stamattina mi è venuto da riflettere su quello che invece siamo oggi… tutti attaccati alle proprie poltrone, molti di noi indifferenti alle sofferenze altrui… E parlando di moda e di tutti gli artigiani e i lavoratori che ne fanno parte mi viene da pensare:” quanti di noi sono pronti a “resistere” ai trend del momento e le proposte di brand stranieri e marchi fast fashion solo per difendere il patrimonio di abilità che abbiamo in Italia? Quel patrimonio di stile, eleganza, design, creatività e tecnica che tutto il mondo cerca di copiare?Quanti di noi sono pronti a “combattere” pur di difendere l’economia italiana?”

Purtroppo credo non in molti…Non ci viene richiesto di rischiare la vita ma solo di salvaguardare le botteghe e le aziende che abbiamo sotto casa… tenendo alta la bandiera della moda Made in Italy!! Acquistando e promuovendo i nostri prodotti…difendendoli da chi propone imitazioni fatte oltre confine…

Eppure forse tanto coraggio e tanti ideali non li abbiamo più!!

La maggioranza delle aziende di moda e non che abbiamo in Italia sono nate nel dopoguerra, quando dopo la resistenza bisognava ricostruire un Paese….e rischiando il tutto per tutto si provava a mettere su qualcosa…tanto non si aveva nulla da perdere…C’era solo da costruire!!

E oggi quelle aziende le stiamo trascurando, quasi uccidendo… perché non ci importa dei sacrifici che sono stati fatti allora come oggi… perchè preferiamo acquistare magari dalle grandi catene straniere… Ecco forse non è il caso di gridare alla festa del 25 aprile se poi quegli ideali non siamo più in grado di tenerli vivi!

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