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Il bracciale Tennis di Fichera Preziosi

Si chiama “Tennis” perché lo indossava sempre la tennista Chris Evert, al punto da interrompere un match per cercarlo in un momento in cui la aveva perduto sul campo. Ovviamente l’accaduto finì su tutti i giornali!!

Si tratta di un filo di diamanti la cui chiusura va a scomparsa in modo da non far vedere l’interruzione delle pietre.

Ho avuto il piacere di indossarne uno creato da Fichera Preziosi, gioielleria storica di Motta Sant’Anastatsia in provincia di Catania, che ho conosciuto durante il lockdowon quando dal divano di casa scoprivo e cercavo realtà Made in Italy.

Fichera crea gioielli da più di quarant’anni che spedisce anche in tutta Italia in maniera gratuita e senza limiti di spesa. Direi che possiamo tenere presente questa realtà invece che acquistare su Amazon no?

Il bracciale ora è sempre con me, come faceva la tennista Evert, perchè come dicono quelli di Fichera “Tutti possono avere un gioiello, pochi sapranno indossarlo“!

Sito web: http://www.ficherapreziosi.com

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“Ho il numero 42 e non trovo scarpe!”

“Dai sempre bei consigli, ma io ho il 42 e sono costretta a comprare sui siti di Ecommerce comuni”… Me lo ha scritto Alessandra ieri dopo il mio ennesimo post su scarpe Made in Italy, di brand di nicchia, acquistabili sul loro sito stesso… Ma non c’è il 42!! E non è la prima Alessandra a segnalarmi il problema…giorni fa anche Stefania cercava scarpe dal 40 in su e aveva difficoltà…. e poi mi sono ricordata Adele che ha comunque un piede lungo…. “Oramai siamo in tante dice Alessandra” … E ha ragione… perché le nuove generazioni sono sempre più alte e hanno piedi sempre più lunghi… Il famoso campionario del 37 forse è da rivedere… o comunque occorre pensare anche alle più “dotate”… Mi piacerebbe quindi essere utile anche a lanciare un messaggio o un suggerimento a calzolai, calzaturifici e artigiani di scarpe Made in Italy… pensiamo anche ai numeri dal 40 in su (che magari è una nicchia non ancora troppo inflazionata 😉 ).

In ogni caso se ci sono suggerimenti su brand italiani che hanno anche queste misure sono a disposizione nel segnalarli!!

Buon weekend a tutti!

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Idee regalo Made in Italy per la festa della mamma

Che siate vicini o lontani non importa….La mamma va festeggiata! Anche solo perché ci ha messo al mondo… Quindi mi permetto di dare qualche suggerimento per regali Italiani…fatti in Italia e che magari aiutano anche artigiani e brand che in questo momento non se la passano alla grande…

La categoria più blasonata credo siano i gioielli…orecchini, collane e bracciali magari fatti a mano…

In alto a sinistra degli orecchini di Bodyfurnitures, il brand di Bolzano di gioielli fatti a mano in cartapesta mista a metallo e oro (www.bodyfurnitures.com) e il bracciale di Recycle, il brand del Salento che produce gioielli con materiali di riciclo (www.recyclecreations.it) .

Poi ci sono capi e accessori decorati a mano:

In alto a sinistra la borsa di Alfieri Maioliche, della mia Martina Franca e le TShirt di Iaia b (li trovate sui social!).

Un pareo per il mare di Sartorie Marinare (www.sartoriemarinare.it) o una borsa decorata a mano di Ciao Made in Italy.

Infine l’accessorio del momento, la mascherina! In basso quelle coordinate di Federica De Santis Design (www.federicadesantis.design) a Ladispoli.

Sui miei profili social ci sono innumerevoli idee e esempi di brand Made in Italy che consegnano a domicilio.

E se serve un consiglio sono qui 😉

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Tolfa – il borgo della borsa in cuoio

Fosse un 1° Maggio “normale” suggerirei vivamente di trascorrerlo a Tolfa.. un borgo a circa 50KM a nord di Roma famoso per la presenza di numerosi artigiani pellettieri.

Ci sono stata circa un anno fa con i miei cugini, da Ladispoli, dove vive la mia famiglia paterna, sono davvero pochi kilometri. Dicono di avermi portata là varie volte da piccola ma ovviamente vedere le cose con gli occhi da adulto ha un altro sapore.

Ebbene dopo un pranzo Da Serafino, piccola trattoria alle porte di Tolfa, dove però si mangia in maniera genuina (ossia come quando nonna preparava il pranzo per intenderci)…abbiamo fatto una passeggiata lungo il corso dove una dietro l’altra son ubicate varie botteghe che producono e lavorano borse in cuoio locale.

La borsa di Tolfa per eccellenza è quella Catana, ossia quella a tracolla con fibbia di metallo in centro che mercanti e cavalieri indossavano nelle antichità ma poi è tornata in voga anche negli anni ’70 con i figli dei fiori e aspiranti tali.

Nelle botteghe poi di prodotti in cuoi ce ne sono tanti, da cinte a portachiavi a borsoni e zaini. E in ogni caso poi di varianti sul tema catena ce ne sono tante… A proposito si chiama così perchè dentro ci si infilava la catena per l’appunto (l’arma).

Dopo aver ovviamente acquistato una borsa per me (varante secchiello rossa), siamo saliti sulla famosa rocca di Tolfa, da dove è possibile ammirare il paesaggio.

Ci è piaciuta talmente tanto che siamo poi tornati qualche giorno dopo mangiando stavolta al Tramontana, ristorante sulla strada.

Che dire, forse una passeggiata in solitaria in questo borgo si potrà fare anche in Fase 2 della pandemia…almeno a respirare e godere di bei posti!

 

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Missoni – La fabbrica nel bosco di Sumirago (Varese)

“A che serve guadagnare tanti soldi se poi non abbiamo il tempo di spenderli?” diceva Tai Missoni a sua moglie Rosita quando magari arrivavano proposte di collaborazione o opportunità di espansione…e mentre a Rosita brillavano gli occhi… Thai, suo marito, preferiva una dimensione più ristretta ma che gli permettesse anche una buona qualità della vita…. E’ questo anche il motivo per cui la azienda ha sede in un bosco, a Sumirago, e non a Milano come i grandi brand di moda… “Già mi tocca lavorare, almeno fatemelo fare dove posso passare il weekend” diceva sempre Thai..

Il brand nasce nel 1953 a Sumirago, appunto, e tutti lo conosciamo per i colori e disegni…talmente originari e a volte provocatori che una volta in una vetrina de La Rinascente addosso a manichini bendate un passante disse “menomale che sono bendati….se si vedessero!!”

Famiglia Missoni

Thai oggi non c’è più… e nemmeno suo figlio Vittorio…presidente del CDA è Angela Missoni, e nell’azienda lavora anche sua figlia Margherita che dopo vari studi in giro per il mondo ha sentito il bisogno di tornare a Sumirago.

La fabbrica ha dato tanto alla provincia di Varese, che fino alla nascita del brand dava lavoro sopratutto agli uomini perché piena di aziende meccaniche, ma le donne non avevano spazio…

Oggi l’azienda è detenuta al 48% dal Fondo Strategico italiano, di Cassa Depositi e Prestiti…ossia l’Italia si è impegnata a dare risorse ad un brand di moda Made in Italy forse perchè lo ritiene patrimonio del Paese. E patrimonio italiano sono tutte le aziende di moda più o meno famose che nascono e crescono in Italia grazie alla nostra creatività e le nostre abilità artigiane. Quindi tutti possiamo supportarle comprando e difendendo il Made in Italy…

 

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Giorgio Armani – storia dello stilista protagonista dell’emergenza Covid19

Sarà il miliardesimo articolo su Re Giorgio il mio, eppure credo che non tutti ancora conoscono quanto davvero questo artista imprenditore ami la sua Italia e quanto sia umile e ancora un gran lavoratore a 80 anni suonati .

Io l’ho visto da molto vicino qualche anno fa a Pantelleria, dove si è costituito una mega villa e dove ogni giorno esce in gommone con amici e collaboratori. Poi scende da quel gommone e va a salutare le persone del posto, e io l’ho beccato proprio mentre ero sdraiata su quegli scogli.

Pochi sanno che Re Giorgio la sua carriera l’ha iniziata a 40 anni, dopo aver lasciato gli studi in medicina e dopo aver lavorato come vetrinista alla Rinascente. Poi Cerruti gli chiese di collaborare nella sua azienda, di provare a disegnare una giacca…. e di lì a poco Giorgio vendette la sua Volkswagen per fondare la propria società.

Ad Armani la moda italiana deve due creazioni importanti: la giacca destrutturata, ossia più semplice e con spalline minime e il “greige”, ossia un nuovo colore a metà strada tra il grigio e il beige.

Giacca destrutturata

A lezione durante il Master in Luxury Management il CEO di L’oreal Luxe ci disse che Armani lo chiamava spesso per sapere come andasse la sua linea beauty. E viene facile dire “ma come, tu in fondo fai abiti, il beauty è collaterale, chiami pure L’Oreal?”

E ancora, ha fatto il giro dei social la foto che lo ritrae mentre da solo sistema la propria vetrina in via Montenapoleone, e uno pensa “ma perchè non lo fai fare ai tuoi dipendenti”?

Armani sistema vetrina via montenapoleone

Re Giorgio è stato il primo a chiudere le sfilate quando il virus era alle porta dell’Italia e molti di noi se ne stavano beatamente a sciare. Armani ha donato 2 milioni di euro agli ospedali, Armani poi si è messo a produrre camici per il personale sanitario.

Non racconto questa storia tanto per parlare di “Armani” sul mio sito di Moda. Ma perchè credo che tutto questo insegni che l’umiltà e il lavoro sodo portano lontano. Che anche se una camicia di Armani costa un pò, vale molto di più di 20 magliette di Fast Fashion perchè italiana, dà lavoro a molti nostri compaesani ma soprattutto contribuisce al nostro Paese anche quando siamo in difficoltà. mi vengono in mente le parole della mia amica Elena qualche giorno fa: “quando finisce tutto comprerò qualcosa di Armani anche solo per dire Grazie”

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Regole di stile per un compleanno a casa

Mi permetto di dare qualche suggerimento per un compleanno social, ossia un compleanno da festeggiare tra le mura di casa, magari perché in quarantena o magari perchè costretti causa Coronavirus, ma alcune semplici regole potranno essere utili credo anche quando saremo liberi di festeggiare.

Ho festeggiato da poco il mio 38esimo in completa solitudine, e mi sono fatta un’idea di alcuni accorgimenti.

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Regola n°1: anche se a casa, vestiamoci! Facciamoci i capelli o la barba! Trucchiamoci!E’ il nostro compleanno e dobbiamo sentirci festeggiati, quindi apriamo l’armadio e rimettiamoci in sesto!E poi sennò che figura ci facciamo nelle videochiamate o nelle foto?

Regola n°2: brindiamo! Anche se via social…è sempre il nostro compleanno!!

Regola n°3: no alle candeline a forma di numero! Quelle vanno bene per i bambini ma non è carino mostrare a tutti l’età…meglio che provino a contare le candeline…che poi via video diventa pure complicato!

Regola n°4: agli auguri social, bello rispondere “grazie” uno per uno…anche se con calma, anche se il giorno dopo…credo sia carino dedicare un minuto a chi quel minuto lo ha perso per farci gli auguri!!Quindi no al “Grazie” generale.

Regola n°5: facciamoci un regalo! Che sia un acquisto online (magari italiano) o cucinarci quello che più ci piace…. L’importante è quel giorno è coccolarsi!

Buon compleanno!

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De Santis – la storia della moda da Pontecagnano Faiano (Salerno)

L’emergenza Covid19 mi ha imposto di continuare a conoscere gli artigiani e i brand della moda Made in Italy “restando a casa”. Quindi attraverso i social faccio una sorta di viaggio virtuale per l’Italia per scoprire e raccontare della moda di casa nostra. Valentino De Santis l’ho conosciuto così, su Instagram, mi ha colpita il fatto che fosse inspirato dalla musica, dal Rock. A tutti nella vita capita di avere più di un amore…c’è quello che appare il principale, ma che non vive senza l’altro, quello più nascosto.

Valentino ha quindi lanciato il proprio brand inspirato alla musica a Pontecagnano Faiano in provincia di Salerno. Le sue creazioni sono anche addosso a uno dei rocker più in vista che abbiamo in Italia ossia Ringo:

Valentino ha alle spalle una famiglia che ha fatto molto la storia della moda italiana, ma quella moda del sud, del mio sud, quella moda per la quale lavorano i nostri zii, genitori, cugini. De Santis Atelier è nato nel 1980 a Pontecagnano Faiano in provincia di Salerno, ad opera di Aniello De Santis, papà di Valentino, e oggi gestita da Valentino assieme ai suoi fratelli, Giuseppe e Carmine. De Santis Atelier è un punto di riferimento per il proprio territorio ma non solo. Per la produzione, la qualità e la ricerca innovativa.

Oggi De Santis ha un atelier anche a Milano e collabora con brand come Martin Alvarez:

Onorata di indossare le mascherine di Valentino De Santis e di Atelier De Santis:

Riporto di seguito i riferimenti:

Valentino De Santis:

FB: Valentino De Santis –  Instagram: valentino_de_santis

Atelier De Santis:

FB: De Santis – web: http://www.desantis.it

Che belle le storie e le famiglie italiane!

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#iorestoacasa e organizzo l’armadio

Si possono avere migliaia di abiti e accessori e vestire sempre allo stesso modo. Allo stesso modo spesso si acquistano capi e quando si torna a casa si scopre di averne molto simili nell’armadio. Il problema sta nell’organizzazione del guardaroba!!

E’ un servizio che prestavo quando facevo la personal shopper e credo possa essere molto utile in questi giorni di reclusione… Si può avere uno stile sempre nuovo e outfit sempre ben accessoriati solo e soltanto se si mette ordine nell’armadio!!

Per ordine intendo anzitutto la separazione degli ambiti: lavoro, sport, tempo libero…ognuno deve avere un suo spazio ben diviso dagli altri!

Armadio

Poi occorre ordinare i capi per colore!! Perché se si cerca una maglietta blu (ad esempio) si andrà diretti verso il blu..e si troverà sicuramente (perché non sarà sicuramente mi mezzo a giallo e fucsia!). E poi l’ordine per colore regala anche un ordine mentale nella creazione dei look…Ogni colore è adatto all’umore di una particolare giornata!!

Da ultimo vi prego, approfittate di questo momento per buttare via tutto il fast fashion che avete nel guardaroba…sono sicura che si tratta di roba di scarsa qualità che per ora fa solo volume!! E pensate anche al fatto che di certo Zara o H&M non si sono scomodati per fare donazioni agli ospedali in questo momento come diversamente hanno fatto Armani, Versace, Elisabetta Franchi, Malloni e tanti altri Made in Italy!

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L’artigianato itinerante di Tres Chic

Chi non sarebbe attratto da questo furgoncino fucsia per strada? soprattutto quando in pausa pranzo dall’ufficio si è in cerca di evasione? Mercoledì scorso mi sono avvicinata mentre addentavo un panino… Ho chiesto ad Alessia se era lei a creare i capi esposti e mi ha risposto di si…

Alessia sceglie i tessuti, i modelli e poi fa realizzare in laboratori locali le proprie idee…I prezzi sono assolutamente contenuti e i modelli ovviamente unici e originali …Quando mi ha detto “questa giacca da Zara la paghi…” l’ho fermate dicendole che io Zara non la frequento…perchè cerco la cura e la qualità del vero Made in Italy…meglio se artigianale!

Alessia tutti i mercoledì è in Via Circonvallazione Ostiense a Roma.

Qui di seguito i suoi riferimenti:

blog.3chic.com

FB: Tres Chic

Instagram: Alessia3chic

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Non solo grandi e costosi brand al Festival di Sanremo 2020

Non ci sono stati solo grandi nomi nei look di questo Festival di Sanremo. Non si è visto solo Gucci (con Achille Lauro), Dolce & Gabbana (con Diodato o Alketa) o Versace (con Elodie)…

…o Armani con Rula e Fiorello e Etro con Diletta Leotta.

questa edizione di Sanremo mi ha colpito anche e sopratutto per i brand meno conosciuti, emergenti e di nicchia che sono stati indossati sul palco.

Il primo fra tutti, che ha avuto un numero di visualizzazioni spaventoso sul mio profilo Instagram è l’abito indossato da Carlotta Mantovan, moglie di Fabrizio Frizzi, disegnato e realizzato da Celli Spose, un atelier alle porte di Roma. Abbiamo poi visto Sabrina Salerno in Gabriele Fiorucci Bucciarelli, Levante in Marco de Vincenzo, Laura Chimenti in Sylvio Giardina e Emma D’Aquino in Antonio Grimaldi.

Di un atelier spose anche quelli di Elettra Lamborghini, per la precisione Marinella spose, di Napoli. Di Luisa Beccaria quello di Romina Carrisi. Uno dei miei preferiti è stato il bianco di Simona Molinari firmato Antonio Martino, e quello di Arisa di Atelier Studio NV.

Più noti sicuramente Fausto Puglisi e Alberta Ferretti che hanno vestito rispettivamente Diletta Leotta e Francesca Sofia Novello. Il blu di questa ultima della serata di venerdì per me è stato il più bello!

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A Perugia è obbligatorio lo spaccio di Luisa Spagnoli

Viviamo nell’epoca in cui basta un clic sul cellulare ed ogni destinazione è a portata di mano…(certo occorre saper usare un navigatore e avere un mezzo!). Ieri finalmente sono riuscita a fare un giro per la via dal Cachemere a Perugia…che oltre ad essere un percorso tra le migliori aziende di lana di questa categoria (l’umbria è un distretto della lana!!) … è anche la strada che porta allo spaccio di Luisa Spagnoli!

Il brand ma soprattutto il nome lo abbiamo conosciuto tutti grazie al film con Luisa Ranieri. Un fiction bellissima che racconta di come questa donna sia riuscita a mettere in piedi prima la Perugina (si proprio la fabbrica di cioccolato!) e poi la casa di moda.

E la casa di moda la ha voluta per la lavorazione della lana d’angora (ossia il pelo dei conigli!), intuizione abbastanza geniale…

Era un’imprenditrice che pensava alle donne… per prima ha voluto un asilo nella propria azienda! E mentre arrivavo davanti allo spaccio mi sembra di aver vista anche la tomba della mitica Luisa!!

Lo stile dei suoi outfit è uno stile classico, bon ton! Sembra di rivivere un pò con lei quando si indossano questi capi… In realtà con alcuni completi mi sentivo anche un pò Kate Middleton!!

Tutti comunque fatti molto bene e curati nei minimi dettagli, proprio come voleva la moda di una volta!! Nello spaccio ovviamente si acquista a prezzi ridotti rispetto ai negozi e si possono anche comprare capi magari fallati a prezzo ulteriormente ribassato!